Il servizio del tg1 nell’ altipiano delle rocche dopo il terremoto
Si parla di Ovindoli, di Rocca di Mezzo, di Rovere e “anche di quel paese lì, quella frazione lontana che precisamente si chiama Rocca di Cambio” e che ha subito grossi danni all’ abbazia di Santa Lucia.
Giornalista? Vabbè, permettetemi di soprassedere.
Viene anche intervistato anche il nostro sindaco, Emilio Nusca, un’ intervista presumibilmente molto più lunga ma tagliata fino all’ osso per questioni di tempi televisivi.
Ecco il video:













aprile 21st, 2009 at 12:20
Prima o poi la finiranno di parlare di “situazioni di estremo pericolo” e di “forte scosse del grado 2,1 Richter che ha sconvolto oggi all’alba tutto l’aquilano”.
Il dramma c’è stato e gli effetti sulle persone coinvolte saranno lunghi nel tempo: gli sforzi e le attività vanno concentrate su questo.
Ma il tempo dell’emergenza è finito. Ora è il momento della ricostruzione, non soltanto edilizia. Bisogna diffondere messaggi positivi, altrimenti tutta l’economia abruzzese che si fonda sul turismo, sull’università e sul food non riuscirà a risollevarsi.
Trovo giusto che la comunicazione centri l’attenzione sulla ricostruzione e sulle sue problematiche (il Corriere della Sera di oggi 21 aprile a pag. 19 denuncia come alcuni lavori siano già stati appaltati a ditte non abruzzesi), ma quel CCN-style che va caratterizzando i principali telegiornali nazionali mi preoccupa molto.
Non sono un albergatore e nemmeno un ristoratore: a Rovere ho una seconda casa. Se quest’estate sull’Altopiano ci sarà poca gente per me non sarà un dramma. Ma il dramma l’ho visto negli occhi della gente che l’ha vissuto sul posto, e negli stessi occhi si vede la preoccupazione per il domani.
La comunicazione si fa con i fatti, non con gli allarmi.
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